I NOSTRI INSEGNANTI

Donata Dayavatii Ceotto

Insegnante di Yoga e meditazione

 

Chi sono? …il pensiero che più immediato mi arriva è… “io sono l’altro”

Donata, il nome scelto per me al momento del battesimo; Dayavatii, il nome spirituale che mi è stato dato. Insegnante di Yoga e Meditazione; cantante e bassista per amore e passione.

Lo stimolo al continuo approfondimento degli svariati aspetti dell’evoluzione umana e spirituale motiva la mia costante e attiva partecipazione a corsi e seminari formativi nei diversi ambiti di ricerca, sia in ambito yogico, in particolare nella filosofia del Tantra del Maestro Spirituale Shrii Shrii Anandamurti di cui seguo gli insegnamenti, che in aree olistiche e del benessere diverse.

Ho seguito il percorso formativo in Ashtanga Vinyasa secondo il metodo di Sri K. Pattabhi Jois e in Yoga Integrale che approfondisce, attraverso lo studio e la pratica gli otto passi dell’Ashtanga Yoga di Patanjali, la conoscenza delle pratiche che sviluppano la capacità di rivolgere l’attenzione al nostro interno fino a giungere alla meditazione, con approccio agli asana secondo la scuola dell’Hatha Yoga.
Ho conseguito formazione nella conduzione di Yoga Nidra allo Satyananda Ashram Italia secondo il metodo originale di Swami Satyananda Saraswati, fondatore della Bihar School of Yoga.
Advanced Pranic Healer, Pranic Crystal Healing and Psychotherapy secondo gli insegnamenti di Master Choa Kok Sui.
Istruttrice Yoga per Bambini – Metodo Balyayoga®.

Collaboro alla gestione del Centro Yoga Ananda Marga di Treviso e della Scuola di Formazione per Insegnanti Yoga Yogalife Academy in collaborazione con Ananda Ashram Milano del Maestro indiano Shubhaji Paul Satyaranjan.

Mi sto avvicinando alla fase conclusiva del percorso formativo triennale in “Counseling Relazionale per l’armonizzazione e lo sviluppo delle risorse umane” del Centro Studi BhaktivendantaAccademia di Scienze Tradizionali dell’India.
Uno straordinario percorso che affonda le sue radici nella consapevolezza che ogni essere umano dispone, ontologicamente, nel suo sé più autentico e profondo, del potenziale atto a riconoscere ed affrontare qualsiasi difficoltà; della capacità di accogliere e trasformare la forza del conflitto in opportunità di trasformazione e spinta evolutiva.
Percorso intenso e variegato, con approfondimenti particolari su tematiche a me molto care quali:

  • etica e bioetica;
  • armonizzazione del processo comunicativo;
  • funzioni e metodi della comunicazione empatica;
  • superamento dei condizionamenti, delle false identificazioni, dei blocchi emozionali e difese;
  • funzione evolutiva del dolore;
  • elaborazione e gestione dell’evento morte;
  • percorsi di accompagnamento nel viaggio dell’anima;
  • scienza della meditazione per lo sviluppo della consapevolezza e del potenziale umano.

 

La mia passione e il mio personale sentire hanno portato la mia pratica sul tappetino ad una attenzione sempre più rivolta al respiro: respiro che si fa movimento, respiro come tecnica atta a risvegliare l’energia vitale che sta in ognuno di noi. Respiro che ci permette di mettere in contatto il nostro corpo e la sua funzione fisiologica, con la nostra mente, consentendoci di influenzare positivamente il nostro pensiero.

Praticare, per me, significa anche e soprattutto prendere il controllo di questo respiro, renderlo consapevole, e consapevolmente renderlo ancora più efficace scegliendo, dentro e fuori del nostro tappetino, cosa portare dentro di noi ad ogni inspiro, e cosa, ad ogni espiro, lasciare andare…

Questo implica il riuscire ad entrare in profondo ascolto di noi stessi, delle nostre emozioni e dei nostri bisogni; significa sapersi ascoltare, sapersi interrogare per saper nutrire il nostro corpo ed il nostro essere di ciò di cui sentiamo avere bisogno e, soprattutto, riconoscere che cosa sentiamo il bisogno di lasciare andare… Un “ascolto profondo” che può realizzarsi solo al di là del costante lavorio della nostra mente.

Mi piace ricordare che la disciplina dello yoga ha origini antichissime e pur trattandosi di una disciplina derivante da una cultura orientale, è considerato, per i suoi contenuti e per i valori che porta con sé, un sistema universale.
Il cammino dello yoga, attraverso l’attenzione alle proprie azioni, l’ascolto e l’osservazione del corpo, del respiro e della mente, porta alla consapevolezza di essere parte di qualcosa di Superiore, alla felicità, al raggiungimento di una meta.

Tantra Yoga, che significa letteralmente: “ciò che libera la mente dall’oscurità, attraverso la sua espansione” è un metodo, uno strumento, un approccio psico-spirituale che ci accompagna alla ricerca della nostra verità, della nostra essenza, della nostra natura più profonda, della nostra pace ed equilibrio interiore; è lo yoga delle origini, una sintesi invariata nella sostanza che racchiude in sé tutte le diversificazioni metodologiche avvenute nel corso dei millenni, dove, come codificato nell’Ashtanga Yoga di Patanjali, ognuno degli otto passi è incluso, e nessuno meno importante.

Tantra Yoga è avere un atteggiamento che, attraverso la nostra mente, ci porta verso la vita spirituale, per realizzare l’armonia nella vita.

Non si limita ad essere semplice esercizio fisico, ma l’impostazione di uno stile di vita che coinvolge corpo, mente e spirito.