TAIJII QUAN E QI GONG

Corsi di Taijii Quan e Qi Gong

Viene proposto il taijiquan tradizionale dello stile Yang (forme tradizionali 85 e 37), tecniche di qigong dinamico (baduanjin , wuqinxi, yijinjing, liuzijue) le armi tradizionali taiji (sequenze di spada e sciabola) e le sequenze moderne taijiquan 24 e combinata 42 e il ventaglio taiji.

TAIJIQUAN (TAICHICHUAN)

Taijiquan è la dizione completa di quello che molti semplicemente riferiscono come “taiji o tai chi” (a seconda del sistema di traduzione: il pinyin in uso in Cina o il sistema Wade-Giles di Taiwan). La prima, taiji, comprende concetti filosofici e spirituali; la seconda, quan o chuan, che letteralmente significa pugno, comprende l’aspetto marziale della pratica.

Come termine filosofico, taiji implica le forze opposte di yin e yang, così come l’equilibrio e l’integrazione di queste due polarità. Da una prospettiva orientale, questi opposti si completano a vicenda, piuttosto che opporsi o essere in conflitto, e hanno una comune fonte che è aldilà della dualità opposta. Questa origine, questa fonte, è chiamata taiji. L’invisibile qualità del taiji integra ed bilancia ogni coppia di qualità opposte.

Nella cosmologia taoista cinese, all’inizio esisteva un vuoto indifferenziato chiamato wuji. Il wuji conteneva in se stesso tutte le possibilità ma era aldilà di prendere forma e per fa sì che la creazione potesse manifestarsi, era necessaria una forza creativa. Questa forza venne chiamata taiji. Taiji è una unità completa per se stessa, ma per far sì che ogni manifestazione dell’esistenza funzioni e interagisca con il resto della creazione, taiji deve separarsi e differenziarsi nella polarità di yin e yang.

Il taiji quindi è l’unità suprema, il principio primo che regge l’universo e presiede l’unione dello yin e yang. Ad un profondo livello umano l’idea del taiji rappresenta la capacità di bilanciare ed integrare ogni cosa al nostro interno, dal mondano al spirituale.

Per attuare le possibilità del taiji abbiamo bisogno di un metodo; da qui i fluidi movimenti del taijiquan.

Gli antichi maestri cinesi che hanno creato questa disciplina erano profondi conoscitori della natura e hanno costruito tutta la loro antropologia su una fisiologia energetica estremamente ricca e complessa.

Questa antica scienza insegna che il qi, cioè l’energia vitale universale, alimenta tutto il corpo, ed è la sua circolazione più o meno corretta ed equilibrata che determina lo stato di salute dell’uomo.

I movimenti hanno uno svolgimento dinamico caratterizzato da un andamento fluido, e sono armonicamente bilanciati tra yin e yang: chiusura e apertura, alto e basso, avanti e indietro …

L’espansione e la contrazione, il realizzare una fase alla quale segue la fase opposta e complementare dovrebbe essere uno dei primi pensieri del praticante, il seme generatore di una nuova coscienza del movimento, il movimento taiji.

Nella pratica del taijiquan il movimento e la forza non nascono dalla capacità contrattile dei muscoli bensì dalla somma dell’elasticità corporea e dell’energia mentale, veicolata attraverso l’intenzione. Si cerca pertanto di produrre un flusso cinetico che, innescato dal centro fisico e energetico del corpo, il “dantien”, e radicato nei piedi, riesca a propagarsi attraverso il corpo fino a raggiungere la punta delle dita o qualunque altra parte del corpo.

Ciò implica una gestione ininterrotta del rilassamento profondo, degli allineamenti articolari e una percezione nitida delle variazione del tono muscolare, che devono rispondere a una perfetta sincronizzazione yin/yang.

L’espressione dello yin comporta uno stretching elastico “accumulativo”, in risposta a una sollecitazione sia interna che esterna; mentre lo yang implica l’emissione della forza elastica immagazzinata nella struttura osteo-muscolare.

Questa forza va fatta passare attraverso il corpo e le articolazioni senza ostacoli, ogni irrigidimento ne pregiudica il naturale deflusso, così come ogni movimento incongruo ne dissipa l’intensità. E’ così estremamente importante comprendere il ruolo della “connessione”, in particolar modo della corrispondenza strutturale che deve essere stabilita fra le diverse parti del corpo, in primo luogo fra le spalle e le anche, i gomiti e le ginocchia, le mani e i piedi, corrispondenze che nel taijiquan vengono chiamate armonie esterne.

Senza sforzo fisico l’attenzione è posta sul creare il giusto equilibrio fisico, emotivo e mentale.

Il rilassamento, condizione indispensabile prima, durante e dopo la pratica, l’assenza di sforzo e un corretto allineamento ci fanno sentire rilasciati e radicati, una sensazione che i classici del taijiquan definiscono “sentirsi scorrevoli come fiumi e stabili come montagne”.

La meravigliosa arte del taijiquan è quindi una disciplina completa, nata dalla filosofia taoista, dalla medicina tradizionale cinese e da sofisticate tecniche di lotta.

Nella pratica delle forme del taijiquan tutti i movimenti, fisiologicamente perfetti, essenziali e senza sprechi, rendono la struttura del corpo leggera, naturalmente estesa e rilasciata, agile e forte, sciogliendo e eliminando contratture e blocchi fisici ed energetici, portando equilibrio e nuova energia vitale.

 

Il video della forma tradizionale della famiglia Yang eseguita dal Gran Maestro Zhao Youbin

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Ananda Marga Treviso
Via Alessandro Volta 14/a
31020 Villorba (TV) – Italy

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